Donne e Dante è un viaggio teatrale ispirato ai versi della Divina Commedia di Dante Alighieri. Recitazione, parole e letture si fondono in un allestimento suggestivo che accompagna lo spettatore attraverso una delle opere più straordinariamente teatrali della letteratura mondiale. La parola poetica di Dante viene così riportata in una dimensione teatrale nella quale il pubblico è invitato a confrontarsi con le storie e le emozioni dei personaggi. Il percorso attraversa le tre cantiche della Divina Commedia attraverso simboli, citazioni, ricordi di vita e di studio, filtrati dalle sensazioni e dall'esperienza personale di ciascuno spettatore.
Non si tratta quindi soltanto di una rilettura letteraria dell'opera dantesca, ma di un incontro tra la parola di Dante e la sensibilità contemporanea.
Il viaggio nella divina commedia
Immergendosi in alcuni passi della Divina Commedia, lo spettacolo porta in primo piano le storie di Pia de' Tolomei, Francesca da Polenta e Piccarda Donati.
Le tre donne emergono dai versi danteschi per raccontare, attraverso un dialogo intimo, la propria storia più autentica e drammaticamente attuale. Le loro vicende diventano così occasione per interrogarsi sulla libertà, sulla violenza, sull'amore, sulla costrizione e sulla possibilità di affermare la propria identità.
Piccarda Donati
Piccarda Donati aveva scelto di entrare nel convento dell'Ordine delle Clarisse. Fu però costretta con la forza ad abbandonare il convento e a legarsi contro la propria volontà a un uomo violento. La sua vicenda rappresenta una storia di libertà negata e di impossibilità di scegliere autonomamente il proprio destino.
Pia de' Tolomei
Pia de' Tolomei appartiene alle anime che Dante incontra tra i morti che hanno subito violenza. Nel suo breve e intenso incontro con Dante accenna amaramente al proprio assassino, il marito, che con la sua azione non rispettò la promessa di fedeltà indissolubile. La sua figura porta sulla scena il tema della violenza all'interno della relazione coniugale e della vita spezzata da chi avrebbe dovuto proteggerla.
Francesca da Polenta
Francesca da Polenta, insieme a Paolo Malatesta, viene condotta alla morte proprio dall'amore e dalla passione che li travolgono. La sua storia, tra le più celebri della Divina Commedia, diventa una riflessione sulla forza del desiderio, sull'amore e sulle conseguenze delle scelte individuali.
Dare voce alle donne
Dare voce alle storie di queste donne significa offrire loro l'opportunità di far conoscere la propria interiorità, i propri desideri e le proprie paure. Significa inoltre interrogarsi sull'unicità che non hanno potuto affermare, schiacciate dalla mentalità dominante del loro tempo. Le tre protagoniste diventano così figure accomunate da una condizione di esilio da sé stesse.
L'esilio
Il concetto di esilio costituisce uno dei fili conduttori dello spettacolo.
L'esilio non viene inteso soltanto come allontanamento fisico, ma anche come esilio psicologico, scollamento dalla propria identità e impossibilità di vivere pienamente la propria esistenza.
Questo tema rimanda inevitabilmente all’ esperienza di Dante esule, condannato a lasciare Firenze e a non farvi più ritorno.
| Tipo | Descrizione |
|---|---|
| Genere | Teatro contemporaneo / teatro letterario |
| Lingua | Italiano |
| Durata | 50 minuti |
| Cast | 3 interpreti |
| Spazio scenico minimo | |
| Attrezzature | |
| Tempi di allestimento | |
| Tempi di smontaggio | |
| Potenza elettrica |