Titolo: Alcesti
Autore: Giovanni Raboni
Ispirato a: Alcesti di Euripide
Opera di riferimento: Alcesti o la recita dell'esilio
Regia: Paolo Balzani
Genere: Tragedia contemporanea a lieto fine
Lingua: italiano.
ALCESTI
Quando il mito parla al presente
Una tragedia contemporanea sul sacrificio, sull’amore e sul silenzio.
Due uomini e una donna. Un paese in rovina, una fuga imminente e un teatro abbandonato, luogo sospeso in cui passato e presente si incontrano. Una figura attraversa la scena, appare e scompare, portando con sé una storia che sembra ripetersi.
È qui che prende forma Alcesti, il dramma di Giovanni Raboni ispirato alla tragedia di Euripide e tratto da Alcesti o la recita dell’esilio. Un’opera che rilegge il mito classico alla luce di una realtà contemporanea, trasformando il sacrificio d’amore in un confronto con l’esilio, la sopravvivenza e il difficile peso delle scelte.
La vicenda
Sara, Simone e Stefano sono costretti a fuggire dal proprio paese, ormai devastato. È l’ultima notte prima della partenza e i tre trovano rifugio in un teatro abbandonato, un luogo particolarmente significativo per Sara, che proprio lì aveva interpretato il personaggio di Alcesti.
Ma il viaggio offre una sola possibilità di salvezza a due di loro. Come nel mito antico, si impone così una scelta estrema: qualcuno dovrà sacrificarsi affinché gli altri possano vivere.
Il mito e il presente
Nella tragedia di Euripide, Alcesti accetta di morire al posto del marito Admeto, portando l’amore fino alle sue estreme conseguenze. Raboni riprende questo nucleo archetipico e lo trasferisce in una vicenda contemporanea, in cui il sacrificio si intreccia con la fuga, l’esilio e la necessità di scegliere chi salvare. Il mito non viene semplicemente riproposto, ma diventa uno strumento per interrogare il presente e le contraddizioni dell’animo umano.
Il teatro nel teatro
La scelta di ambientare la vicenda in un teatro abbandonato assume una forte valenza simbolica. È molto più di un luogo scenico: è parte integrante del dramma, uno spazio della memoria, in cui il mito sembra prendere nuovamente vita.
Il confine tra recitazione e realtà, tra personaggio e persona, tra passato e presente, si fa sempre più sottile.
Il dilemma finale
Uno degli elementi più significativi della riscrittura di Raboni è la conservazione dell'irrisolto dilemma del finale euripideo. Sara è il centro emotivo del dramma. È silenziosa, muta, ignota. Rimane sola con sé stessa, con il proprio amore, con la propria scelta e con il proprio sacrificio. Il silenzio della protagonista diventa quindi uno degli elementi centrali della vicenda in cui la parola lascia spazio a un linguaggio fatto di assenze, esitazioni e domande irrisolte.
Alcesti è una tragedia contemporanea a lieto fine che conserva la complessità del mito e la sua capacità di interrogare lo spettatore. Al centro rimane una domanda essenziale: che cosa siamo disposti a sacrificare per permettere agli altri di vivere?
Citazioni
Scrive l'autore, Giovanni Raboni: "Mi è stato chiesto di pensare, per il teatro Olimpico di Vicenza, a un testo con un argomento di derivazione classica. Subito il mio pensiero è andato ad Alcesti. Perché è un testo che amo moltissimo, che mi ha colpito una volta in più per la sua inesauribile ambiguità; perché offre una possibilità di lettura infinita, sia dal punto di vista delle motivazioni, degli atteggiamenti e delle scelte dei personaggi, sia dal punto di vista della tonalità: è appunto commedia-tragedia”.
| Tipo | Descrizione |
|---|---|
| Genere | Tragedia contemporanea a lieto fine |
| Lingua | Italiano |
| Durata | |
| Cast | 4 interpreti |
| Spazio scenico | Teatro abbandonato / spazio teatrale |
| Esigenze tecniche | |
| Attrezzature | |
| Tempi di allestimento | |
| Tempi di smontaggio | |
| Tempi di smontaggio |